Visite fiscali e controlli: stretta alle assenze per malattia

24 Mag, 2018

Visite fiscali e controlli: stretta alle assenze per malattia

 

Oggetto: Visite fiscali e controlli: stretta alle assenze per malattia in particolar modo per i dipendenti statali nei primi tre mesi del 2018, con 53 visite ogni 1000 certificati trasmessi, più del doppio rispetto ai dipendenti privati (che tuttavia, si ammalano più dei dipendenti pubblici).

Visite fiscali in aumento, ma soltanto per i dipendenti statali: i dati pubblicati dall’INPS in merito ai controlli per malattia svolti nel primo trimestre del 2018 parlano chiaro e rischiano di causare nuove polemiche.

Al Polo Unico INPS, a partire da settembre 2017, è stata affidata la competenza esclusiva nella gestione delle visite di controllo anche per i dipendenti statali. L’INPS, in sostanza, gestisce sia le visite fiscali dei dipendenti pubblici (precedentemente di competenza dell’ASL) che dei dipendenti del settore privato, ma con non poche differenze.

La principale riguarda gli orari dei controlli, pari a 7 ore per i dipendenti pubblici e a soltanto 4 ore per i privati. Una differenza di trattamento non da poco, per la quale tuttavia non è stato trovato rimedio.

Lo scorso anno sono stati inaspriti i controlli per i dipendenti statali, etichettati (a torto o a ragione) come “furbetti” e “assenteisti”. Tuttavia i dati dell’Osservatorio statistico sul “Polo unico di tutela della malattia”, pubblicati dall’INPS il 22 maggio 2018, potrebbero invertire la tendenza ma soprattutto sovvertire alcuni luoghi comuni: i lavoratori più “cagionevoli di salute” sono i dipendenti del settore privato, con un totale di 28 milioni di giorni di malattia tra gennaio e marzo 2018.

Le attività di controllo da parte del Polo Unico INPS per le visite fiscali si sono concentrate soprattutto sui dipendenti statali: sono state ben 101 mila le visite mediche di controllo per i lavoratori del settore pubblico nel primo trimestre 2018, numero che sale a 123 mila nel privato.

Tuttavia, per una corretta lettura del dato, è indispensabile confrontare i casi di malattia nei due settori: i dipendenti statali hanno inviato un totale 1,9 milioni di certificati di malattia tra gennaio e marzo 2018, numero che sale a 4,7 milioni per i lavoratori del settore privato.

Non è errato dunque affermare che, a fronte dei dati comunicati dall’INPS, le attività di controllo dell’Istituto siano state rivolte soprattutto agli statali: 53 visite fiscali ogni 1000 certificati, il doppio rispetto a quelle effettuate, invece, nei confronti dei dipendenti del settore privato.

Nei primi tre mesi del 2018, inoltre, il numero di certificati trasmessi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno è aumentato del 12,4% per i privati mentre, per gli statali, l’incremento è stato del 3,1%.In termini relativi, continua l’INPS, la percentuale dei lavoratori con almeno un giorno di malattia sul totale dei lavoratori passa, nel settore privato, dal 23% del 2017 al 26% del 2018 con un incremento di 3 punti percentuali, mentre nel settore pubblico, dal 35% del 2017 al 36% del 2018. Stabile il numero medio dei certificati dei lavoratori pubblici (7 certificati ogni 10 lavoratori) mentre il numero medio dei certificati dei lavoratori privati passa dai 4 certificati ogni 10 lavoratori del 2017 ai 5 certificati ogni 10 del 2017.

Numeri che sommati portano a 28 milioni i giorni di malattia per i dipendenti del privato a fronte dei “soli” 8,9 milioni di giorni di assenza per motivi di salute degli statali.

Quando si parla di numeri e statistiche è fondamentale considerare le variabili di età, condizioni di lavoro e normativa di riferimento prevista per il settore pubblico e privato.

Proprio in merito alle regole delle visite fiscali è necessario sottolineare che una delle grandi differenze tra statali e dipendenti di aziende private riguarda gli orari delle visite fiscali.

Se per i primi la fascia di reperibilità è pari a 7 ore, per i privati sono soltanto 4 le ore in cui, durante il giorno, è previsto l’obbligo di restare a casa (o presso la sede indicata all’INPS): è durante gli orari di reperibilità che possono essere effettuati i controlli da parte dei medici dell’Istituto.

Negli scorsi mesi si era parlato della necessità di uniformare le fasce di reperibilità ma l’intenzione non si è tradotta in norma e gli orari dei controlli restano, ancora oggi, non uniformi.

Riteniamo indispensabile che quanto promesso si avveri, uniformiamo gli orari tra Privato e Pubblico innalzando gli orari per le visite ai nostri dipendenti, e considerando però l’età e le motivazioni di assenza per malattia. Ma considerando che le assenze maggiori dei nostri lavoratori sono nella fascia alta di età (superiore ai 50 anni). Per qualsiasi informazione potete rivolgervi ai nostri consulenti di Mirano, Adria, Chirignago, Noventa Padovana.

Maurizio Ebano

Direttore rete Venetoeccellenze

L’ufficio stampa