Riforma pensioni: gli emendamenti alla Legge di Bilancio presentati alla Camera

23 Nov, 2018

Riforma pensioni: gli emendamenti alla Legge di Bilancio presentati alla Camera

Alla Camera sono stati presentati diversi emendamenti alla Legge di Bilancio riguardanti la riforma delle pensioni: da Opzione Donna alla nona salvaguardia, fino alla proroga dell’Ape Sociale.

Nel testo della Legge di Bilancio bollinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri c’era solamente un punto dedicato alla riforma delle pensioni: nel dettaglio, nella manovra finanziaria viene stanziato un fondo da €6,7 miliardi per il 2019 e €7 miliardi ciascuno per il 2020 e il 2021 finalizzato all’introduzione di nuove forme per il pensionamento anticipato.

Come noto questa nuova forma di pensionamento è Quota 100 che però sarà regolamentata da un decreto ad hoc slegato dalla Legge di Bilancio.

Tuttavia, come ribadito più volte, la Legge di Bilancio potrebbe essere oggetto di modifica con il passaggio in Parlamento, dove tra Camera e Senato verranno presentati diversi emendamenti che – se approvati – andranno a modificare l’impianto generale della manovra finanziaria.

Per quanto riguarda la riforma delle pensioni sono diversi gli emendamenti che i vari gruppi politici hanno presentato alla Commissione Bilancio e che nei prossimi giorni dovranno essere votati dalla Camera. Vediamo quali sono i più importanti e quali novità portano in dote.

Nona e ultima salvaguardia

In materia di nona salvaguardia pensionistica, con la quale si conta di risolvere definitivamente il problema degli esodati della riforma Fornero, si contano ben quattro emendamenti.

L’obiettivo è di mantenere le precedenti regole per il pensionamento nei confronti di coloro che al 31 dicembre 2011 avevano cessato l’attività lavorativa e avevano raggiunto accordi di risoluzione con il loro datore di lavoro, salvo poi non poter andare in pensione per l’incremento dei requisiti adottato dal duo Monti-Fornero.

Anche se si tratta di quattro emendamenti differenti, le proposte sono molto simili tra di loro. Numericamente parlando ci si riferisce a 6 mila lavoratori; non sono previsti poi limiti di decorrenza o di maturazione dei requisiti pensionistici.

Nella maggior parte dei casi, poi, si rimanda l’attuazione della nona salvaguardia ad un decreto ministeriale successivo alla Legge di Bilancio, il quale dovrà essere realizzato dopo un confronto con le parti sindacali.

Opzione Donna

Dopo le promesse fatte dal Governo, Opzione Donna compare concretamente tra gli emendamenti presentati.

Ci sono diverse proposte, infatti, che prevedono la proroga di Opzione Donna – la misura che consentiva il pensionamento all’età di 57 anni e 35 di contributi – oltre il 2015.

Ad oggi su Opzione Donna ci sono diversi dubbi: ad esempio, il requisito anagrafico dovrebbe essere adattato agli adeguamenti con le aspettative di vita, toccando così quota 58 anni per le lavoratrici dipendenti e 59 anni per le autonome.

Proroga dell’anticipo pensionistico

L’anticipo pensionistico Ape è in scadenza il 31 dicembre 2018; salvo una proroga, quindi, non si potrà più richiedere dal prossimo anno. Tra gli emendamenti proposti ce ne sono alcuni in materia di proroga dell’Ape Sociale, con i quali tra l’altro si prova ad ampliare le categorie che vi possono accedere.

Ricordiamo, infatti, che oggi l’anticipo pensionistico a “costo zero” è riservato ai disoccupati, ai caregivers, agli invalidi civili e ai lavoratori impiegati in attività usuranti.

Stop degli adeguamenti alle speranze di vita

Ci sono poi proposte finalizzate alle sospensione dell’adeguamento dei requisiti per il pensionamento con l’incremento delle speranze di vita che dovrebbe aver luogo dal prossimo 1° gennaio.

È molto difficile che il blocco dell’adeguamento si applichi a tutte le opzioni per il pensionamento, tuttavia – come ribadito da Di Maio nelle scorse settimane – si farà in modo di attuarlo perlomeno per la pensione anticipata.

Le altre proposte

Quelli appena elencati sono i quattro punti più affrontati dagli emendamenti presentati. Ma ce ne sono altri che trattano temi di cui si è parlato meno in queste settimane, ma comunque interessati da riportare.

Nel dettaglio, tra le proposte al vaglio della Camera dei deputati per la riforma delle pensioni troviamo:

  • aumento – a 350€ mensili – per le prestazioni di invalidità civile;
  • riapertura dei termini per la richiesta dei benefici previsti per l’esposizione ultradecennale all’amianto;
  • introduzione di uno speciale assegno di cura per chi beneficia dell’indennità di accompagnamento;
  • scomputo delle pensioni di guerra dai redditi rilevanti per la corresponsione dell’assegno sociale;
  • esonero delle Casse Professionali dal pagamento dei costi necessari per la gestione delle pensioni.

Questi sono gli aspetti previdenziali sui quali la Camera si troverà a votare nei prossimi giorni; solo allora sapremo quali entreranno a far parte della Legge di Bilancio e quali invece cadranno nel dimenticatoio.

Il Direttore Generale Rete Veneto Eccellenze