Rendiconto finanziario: metodo diretto e indiretto

8 Set, 2020

Rendiconto finanziario: metodo diretto e indiretto

Rendiconto finanziario: analisi dei flussi finanziari dell’azienda

Mentre il Parlamento ed il Governo prorogano l’obbligo del Sindaco Revisore per le Società di capitali al 2022, ci tengo ad informare l’importanza del rendiconto finanziario che è uno strumento da utilizzare nelle aziende, obbligate a redigere il bilancio ordinario in base alle Direttive dell’Organismo Italiani di Contabilità (OIC 10), che emettono titoli sul mercati regolamentati e che superano determinati limiti dimensionali, per esempio: totale attivo di bilancio euro 4.400.000, totale ricavi euro 8.800.000, dipendenti medi n. 50.

Esso non è obbligatorio quindi per le imprese di piccole dimensioni e la sua finalità principale è quella di offrire al lettore delle informazioni di natura finanziaria che non sono desumibili a prima vista dalla lettura dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico.

L’art. 2425-ter del codice civile ci dice che: “Dal rendiconto finanziario risultano, per l’esercizio a cui è riferito il bilancio e per quello precedente, l’ammontare e la composizione delle disponibilità liquide, all’inizio e alla fine dell’esercizio, ed i flussi finanziari dell’esercizio derivanti dall’attività operativa, da quella di investimento, da quella di finanziamento, ivi comprese, con autonoma indicazione, le operazioni con i soci.”

Stando a questa definizione si desume che il rendiconto finanziario è un prospetto che si pone l’obbiettivo di informare il lettore del Bilancio CEE sui flussi finanziari che hanno caratterizzato la situazione reddituale dell’azienda, e su come hanno inciso sulla consistenza dello Stato patrimoniale, osservandolo in due momenti diversi di gestione.

Vediamo di seguito come redigere questo strumento così importante sul piano informativo per i valutatori dell’azienda.

Il modello seguente ripropone lo schema definito dalla Tabella A dell’ Oic 10 riguardo al rendiconto finanziario realizzato con metodo diretto:

Rendiconto finanziario: metodo diretto

Flusso dell’attività operativa determinato con il metodo diretto

  1. Flussi finanziari derivanti dell’attività operativa (metodo diretto)

Incassi da clienti

+Altri incassi

-(Pagamenti a fornitori per acquisti)

-(Pagamenti a fornitori per servizi)

-(Pagamenti al personale)

-(Altri pagamenti)

-(Imposte pagate sul reddito)

+/-Interessi incassati/( pagati)

+Dividendi incassati

Flusso finanziario dell’attività operativa (tot A)

  1. Flussi finanziari derivanti dall’attività di investimento

Immobilizzazioni materiali

-(Investimenti)

+Disinvestimenti

Immobilizzazioni immateriali

-(Investimenti)

+Disinvestimenti

Immobilizzazioni finanziarie

+(Investimenti)

-Disinvestimenti

Attività finanziarie non immobilizzate

-(Investimenti)

+Disinvestimenti

-(Acquisizione di rami d’azienda al netto delle disponibilità liquide)

+Cessione di rami d’azienda al netto delle disponibilità liquide

Flusso finanziario dall’attività di investimento (TOT B)

  1. Flussi finanziari derivanti dall’attività di finanziamento

Mezzi di terzi

+/-Incremento (decremento) debiti a breve verso banche

+Accensione finanziamenti

-(Rimborso finanziamenti)

+Mezzi propri

+Aumento di capitale a pagamento

-(Rimborso di capitale)

+/-Cessione (acquisto) di azioni proprie

-(Dividendi (e acconti su dividendi) pagati)

Flusso finanziario dall’attività di finanziamento (TOT C)

Incremento (decremento) delle disponibilità liquide (A ± B ± C)

Effetto cambi sulle disponibilità liquide dal confronto con disponibilità liquide all’inizio dell’esercizio di cui:

  • depositi bancari e postali
  • assegni
  • denaro e valori in cassa

Come di evince da questo modello, definito anche delle variazioni di liquidità, vengono rappresentati i flussi di cassa, della gestione operativa, di investimento e di finanziamento, ossia le entrate e le uscite avvenute nell’esercizio, che hanno apportato variazioni alla cassa, ai conti bancari e fiscali.

La Tabella A dell’ Oic 10 propone un secondo modello di rendiconto finanziario indiretto che è il seguente:

Rendiconto finanziario: metodo indiretto

Flusso dell’attività operativa determinato con il metodo indiretto

  1. Flussi finanziari derivanti dell’attività operativa (metodo indiretto)

Utile (perdita) dell’esercizio

-Imposte sul reddito

+/-Interessi passivi/(interessi attivi)

-(Dividendi)

+/-(Plusvalenze)/minusvalenze derivanti dalla cessione di attività

  1. Utile (perdita) dell’esercizio prima d’imposte sul reddito, interessi, dividendi e plus/minusvalenze da cessione

Rettifiche per elementi non monetari che non hanno avuto contropartita nel capitale circolante netto

-Accantonamenti ai fondi

-Ammortamenti delle immobilizzazioni

-Svalutazioni per perdite durevoli di valore

+/-Rettifiche di valore di attività e passività finanziarie di strumenti finanziari derivati che  non comportano movimentazione monetaria

+/-Altre rettifiche per elementi non monetari

  1. Flusso finanziario prima delle variazioni del CCN

Variazioni del capitale circolante netto

+/-Decremento/(incremento) delle rimanenze

+/-Decremento/(incremento) dei crediti vs clienti

+/-Incremento/(decremento) dei debiti verso fornitori

+/-Decremento/(incremento) ratei e risconti attivi

+-Incremento/(decremento) ratei e risconti passivi

+/-Altre variazioni del capitale circolante netto

  1. Flusso finanziario dopo le variazioni del CCN

+/-Altre rettifiche

-+/-Interessi incassati/(pagati)

-(Imposte sul reddito pagate)

+Dividendi incassati

-(Utilizzo dei fondi)

+/-Altri incassi/pagamenti

Flusso finanziario dell’attività operativa (tot A)

  1. Flussi finanziari derivanti dall’attività d’investimento

Immobilizzazioni materiali

-(Investimenti)

+Disinvestimenti

Immobilizzazioni immateriali

-(Investimenti)

+Disinvestimenti

Immobilizzazioni finanziarie

-(Investimenti)

+Disinvestimenti

Attività finanziarie non immobilizzate

-(Investimenti)

+Disinvestimenti

-(Acquisizione di rami d’azienda al netto delle disponibilità liquide)

+Cessione di rami d’azienda al netto delle disponibilità liquide

Flusso finanziario dell’attività di investimento (B)

  1. Flussi finanziari derivanti dall’attività di finanziamento

Mezzi di terzi

+/-Incremento (decremento) debiti a breve verso banche

+Accensione finanziamenti

-(Rimborso finanziamenti)

+Mezzi propri

+Aumento di capitale a pagamento

-(Rimborso di capitale)

+Cessione (acquisto) di azioni proprie

-(Dividendi (e acconti su dividendi) pagati)

Flusso finanziario dell’attività di finanziamento (TOT C)

Incremento (decremento) delle disponibilità liquide (A ± B ± C)

Effetto cambi sulle disponibilità liquide rispetto  all’inizio dell’esercizio di cui:

  • depositi bancari e postali
  • assegni
  • denaro e valori in cassa

Con questo metodo definito anche delle variazioni di capitale circolante netto, il flusso finanziario generato dall’attività operativa si calcola partendo dall’ Utile d’esercizio che inizialmente viene depurato della componente fiscale, dal pagamento dei dividendi ai soci, e dalla variazione di componenti non monetarie, quali ad esempio l’accantonamento a fondi svalutazione o ammortamento.

Questo valore viene ulteriormente rettificato dalle risultanze del flusso di capitale circolante netto inteso come differenze che intervengono sull’attivo a breve e sul passivo a breve: rimanenze, crediti verso clienti, ratei e risconti, debiti verso fornitori.

Volendo analizzare questo metodo da un diverso punto di vista aziendale, esso considera la correlazione tra la gestione delle passività e attività a breve ciclo di utilizzo e le Fonti di finanziamento (debiti a lungo termine) e sugli Impieghi e analizza gli equilibri tra questa grandezze di valori.

Per poter redigere il Rendiconto finanziario è necessario aver a portata di mano la seguente documentazione:

  • Stato Patrimoniale di apertura esercizio;
  • Stato Patrimoniale di chiusura esercizio;
  • Conto Economico per analizzare come la gestione reddituale ha inciso su quella patrimoniale.

L’Oic 10 ci spiega dettagliatamente la modalità di realizzazione del rendiconto.

Il principio cardine per la realizzazione del prospetto è il concetto di flusso finanziario definito dall’Oic 10 “l’aumento o una diminuzione dell’ammontare delle disponibilità liquide”.

I flussi finanziari rappresentati nel rendiconto, vengono tassativamente esposti rispettando questa sequenza in forma scalare:

  • attività operativa: comprende le operazioni relative alla gestione caratteristica;
  • attività di investimento: comprende le operazioni di acquisto e di vendita delle immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie e delle attività finanziarie non immobilizzate;
  • attività di finanziamento: comprende le operazioni di ottenimento e di restituzione delle disponibilità liquide sotto forma di capitale di rischio o di capitale di debito.

La somma algebrica dei flussi finanziari di ciascuna categoria sopraindicata rappresenta la variazione netta (incremento o decremento) delle disponibilità liquide avvenuta nel corso dell’esercizio.

In base alla necessità informativa dell’analista, sarà opportuno decidere in che modo redigere il rendiconto finanziario: scegliere cioè se adottare un metodo diretto o un metodo indiretto.

La differenza tra i metodi riguarda sostanzialmente il calcolo dei flussi dell’attività operativa: con il metodo diretto si indicano gli incassi e i pagamenti correlati alla gestione operativa mentre con il metodo indiretto si parte dall’Utile di esercizio, per poi procedere con una serie di rettifiche, al fine di depurare i flussi dell’attività operativa da tutti i flussi prodotti dall’attività finanziaria e di investimento.

Con la riforma del fallimento è in atto, il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, contenuto nel D.lgs. n. 14 del 12 gennaio 2019 (G.U. n. 38 del 14-2-2019 – Suppl. Ordinario n. 6), prevede l’organica riscrittura delle procedure fallimentari.

Grazie alla riforma viene completamente riscritta la Legge fallimentare del 1942 e scompare anche il termine “fallimento” che viene sostituito con la “liquidazione giudiziale”. Significa che le aziende e gli imprenditori non saranno più definiti dei “falliti” ma semplicemente attraverseranno dei periodi di crisi più o meno lunghi e più o meno irreversibili.

Le linee della riforma erano state fissate dalla legge delega n. 155 del 19 ottobre 2017 ed ora si appresta a diventare realtà, anche se il Parlamento e le Commissioni Giustizia ed il Ministero continuano a rinviare.

L’obiettivo della riforma è creare le condizioni affinché l’imprenditore avvii le procedure di ristrutturazione preventivamente e quindi evitare che la crisi diventi irreversibile. In più si propone di emanare norme sistematiche che rendano più semplici le regole processuali, riducendo le incertezze interpretative ed applicative. Una delle normative che riprende le Direttive OIC è anche di guardare più ai bilanci finanziari che a quelli fiscali. Ci attendiamo una attenta rilettura da parte degli imprenditori su questo tema.

Il Direttore Generale Rete di Veneto Eccellenze