Per quali spese si può richiedere il Bonus pubblicità 2020? Novità e investimenti esclusi

21 Set, 2020

Per quali spese si può richiedere il Bonus pubblicità 2020? Novità e investimenti esclusi

Bonus pubblicità 2020, vediamo quali sono spese e investimenti per cui si può chiedere il credito d’imposta del 50% e quali invece sono esclusi, come ad esempio le sponsorizzazioni sui social.

Bonus pubblicità 2020, quali sono gli investimenti pubblicitari inclusi ed esclusi dalla normativa?

La normativa sul credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari è stata modificata dal decreto Rilancio, che ha “addolcito” i parametri di accesso, eliminando il requisito dell’aumento dell’1% degli investimenti pubblicitari realizzati tra il 2020 e il 2019 sugli stessi mezzi d’informazione.

Ma quali sono di preciso le spese che rientrano tra quelle agevolate dal credito d’imposta del 50% e quali, invece, quelle escluse?

Le domande per ottenere il credito d’imposta del 50% sugli investimenti pubblicitari possono essere inviate per tutto il mese di settembre 2020: è questo quindi il momento giusto per avere bene in mente il tipo di spese consentite.

Secondo la normativa, il bonus pubblicità è riconosciuto solo per gli investimenti pubblicitari incrementali effettuati su:

  • emittenti radiofoniche e televisive locali, analogiche o digitali;
  • giornali quotidiani e periodici, nazionali e locali, in edizione cartacea o digitale.

Ricordiamo però che anche se il requisito dell’aumento dell’1% degli investimenti pubblicitari è venuto meno con le novità del decreto Rilancio, rimangono in vigore le altre caratteristiche per chi richiede il bonus, ovvero:

  • le emittenti radiofoniche e televisive devono essere registrate presso il Registro degli operatori di comunicazione;
  • i giornali devono essere iscritti presso competente Tribunale, oppure presso il menzionato Registro degli operatori di comunicazione e dotati in ogni caso della figura del direttore responsabile.

Inoltre, il bonus potrà essere richiesto anche per gli investimenti sulle emittenti televisive nazionali, analogiche o digitali, non partecipate dallo Stato.

Le FAQ sul sito del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria specificano inoltre che rientrano tra gli investimenti inclusi nel credito d’imposta anche le pubblicità sui siti delle agenzie di stampa, poiché:

“si tratta, in primo luogo, di organi di informazione, che svolgono dunque una funzione del tutto analoga a quella dei giornali, e che hanno modalità di fruizione, da parte del pubblico, sovrapponibili a quelle dei giornali on-line.”

Anche le agenzia di stampa devono soddisfare gli stessi requisiti di cui sopra, ovvero essere in regola con le norme della registrazione della testata e avere un direttore responsabile.

La normativa che regola il bonus pubblicità è molto chiara rispetto agli investimenti pubblicitari ammessi. A chiarire però i possibili dubbi rispetto agli investimenti che invece non sono consentiti tramite il credito d’imposta del 50% ci pensa una specifica FAQ sul sito del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria.

Non sono ammesse al bonus pubblicità le spese sostenute per:

  • grafica pubblicitaria su cartelloni fisici;
  • volantini cartacei periodici;
  • pubblicità su cartellonistica;
  • pubblicità su vetture o apparecchiature;
  • pubblicità mediante affissioni e display;
  • pubblicità su schermi di sale cinematografiche;
  • pubblicità tramite social o piattaforme online (dunque sono escluse le sponsorizzazioni su Facebook e Instagram);
  • banner pubblicitari su portali online.

Sono escluse anche le spese accessorie, ovvero ogni altro costo diverso dall’acquisto dello spazio pubblicitario, anche se ad esso funzionale o connesso. Escluse infine anche le televendite e i servizi di giochi e scommesse.

Il Direttore Generale Rete di Veneto Eccellenze