Pensioni e nuovo governo

23 Mag, 2018

Pensioni e nuovo governo

 

Pensioni e nuovo governo

Svelato il progetto del Nuovo Governo M5S e Lega sulla riforma delle pensioni: ci sono la Quota 100 e quella 41, ma restano i nodi Ape Social e non a salvaguardia.

Come noto Movimento 5 Stelle e Lega sono d’accordo nel procedere con una nuova riforma delle pensioni una volta al Governo.

Ciò che il nuovo Governo dovrà fare è stato indicato nel contratto di Governo sottoscritto da entrambe le parti; c’è da dire però che la parte relativa alle pensioni manca di diverse parti; aspetti su cui Lega e Movimento 5 Stelle devono fare assolutamente chiarezza.

Sostanzialmente i provvedimenti annunciati sono tre:

  • Quota 100;
  • Quota 41;
  • Proroga dell’Opzione Donna.

Tuttavia, se da una parte queste misure consentiranno di andare in pensione con largo anticipo rispetto a quanto accade oggi, dall’altra la loro introduzione potrebbe comportare uno svantaggio per tutte quelle categorie che oggi possono accedere all’Ape Sociale, strumento che potrebbe essere eliminato per finanziare Quota 41, Quota 100 e Opzione Donna.

Inoltre, circa 6mila esodati sono rimasti delusi dalla mancanza della nona salvaguardia nel contratto di Governo, di un provvedimento che consenta loro di andare in pensione mettendo fine alle lacune lasciate dalla Legge Fornero.

Infine, nel contratto non si legge di come il Governo intende rivedere il meccanismo dell’adeguamento dei requisiti per la pensione con le aspettative di vita ISTAT voluto dalla Fornero.

Quindi anche se ambiziosa la riforma delle pensioni annunciata da M5S e Lega dovrà chiarire alcuni aspetti fondamentali per il futuro dei lavoratori; approfondiamone alcuni. Uno dei dubbi più importanti legati alla riforma delle pensioni firmata M5S-Lega è quello riguardante i costi. Trovare le risorse (si parla di circa 10 miliardi l’anno) non sarà semplice, ma il Governo conta di farlo tagliando le pensioni d’oro ed eliminando quegli strumenti introdotti nella scorsa legislatura per rendere maggiormente flessibile la riforma Fornero.

Tra questi figura L’Ape Sociale, strumento in scadenza il prossimo 31 dicembre 2018. Spetterà al nuovo Governo decidere se il prestito pensionistico a costo zero riservato ad alcune categorie di lavoratori dovrà essere confermato oppure no; al momento visto quanto detto in precedenza, è molto probabile che questa misura non sarà confermata, con tutti gli svantaggi del caso.

L’Ape Sociale, infatti, consente di andare in pensione in anticipo (inizialmente percependo un’indennità di accompagnamento alla pensione) senza penalizzazioni sulla pensione.

I requisiti per accedere a questo strumento prevedono un’età anagrafica di 63 anni, oltre ad un’anzianità contributiva che va dai 30 ai 36 anni (per i soli lavoratori gravosi). Inoltre bisogna appartenere ad una delle seguenti categorie:

  • disoccupati (che hanno smesso di beneficiare della Naspi da almeno 3 mesi);
  • invalidi civili (invalidità pari o superiore al 74%);
  • persone che assistono parenti di primo grado con disabilità grave;
  • lavoratori occupati in attività gravose.

A seconda della categoria di appartenenza, quindi, con l’Ape Sociale si può andare in pensione con una quota che oscilla tra 93 e 99. Eliminare questo strumento e sostituirlo con la Quota 100, quindi, comporterebbe uno svantaggio per tutte queste categorie, poiché i lavoratori in questione dovrebbero maturare un requisito per il pensionamento superiore rispetto a quello previsto oggi.

Per questo motivo ci attendiamo – ma non è scontato che ciò accada – che il prossimo Governo predisponga delle misure per salvaguardare queste categorie di lavoratori, senza togliere loro i benefici ottenuti dall’ultimo Governo di Centrosinistra.

Nel contratto di Governo non viene fatta menzione alla nona salvaguardia pensionistica, lo strumento con il quale dovrebbe essere regolarizzata la questione relativa agli ultimi esodati della Legge Fornero.

Secondo le stime si parla di circa 6mila lavoratori che a causa della riforma del 2011 non possono andare in pensione entro il 2021, com’era inizialmente nei loro piani, e che difficilmente potranno accedere a strumenti come Quota 41 e Quota 100.

Il loro futuro è ancora incerto e a questo punto è nelle mani di quello che sarà il nuovo Governo giallo-verde; nonostante la mancanza nel contratto, la nona salvaguardia ci sarà?

 

Ai posteri l’ardua sentenza! Ma il nostro Patronato ACAI-ENAS ed il CAF-ACAI aderenti alla rete Associativa di Veneto Eccellenze è a Vostra disposizione per informazioni oltre che verificare la vostra situazione pensionistica e contributiva, nonché effettuare tutti i ragguagli per i 730 Pensionati e Lavoratori.

 

 

Potete chiedere ulteriori informazioni rivolgendovi ai nostri sportelli di Adria, Mestrino, Mirano e Chirignago – Mestre o contattando telefonicamente la Dott.ssa Katia Gasparini allo (+39) 338 23 84 378 o alla Dott.ssa Eugenia Tremel allo (+39) 041 86 53 350

Il Direttore Rete Associative

Veneto Eccellenze

Maurizio Ebano