Pensioni: differenza tra metodo retributivo e contributivo

12 Nov, 2018

Pensioni: differenza tra metodo retributivo e contributivo

L’assegno della pensione può essere calcolato in due modi: o attraverso il metodo retributivo o attraverso il metodo contributivo. Vediamo la differenza tra i due sistemi

Quando si parla di calcolo della pensione bisogna fare molta attenzione alla differenza che c’è tra il metodo retributivo e il metodo contributivo così da capire in che modo i contributi e gli stipendi si trasformano nell’assegno previdenziale.

Fino a pochi anni fa la pensione veniva calcolata interamente secondo il metodo retributivo che, come vedremo di seguito, è più vantaggioso per il lavoratore; questo però è stato sostituito dal metodo contributivo dal 1° gennaio 1996, con il quale l’importo della pensione viene calcolato tenendo conto del montante contributivo effettivamente maturato dal lavoratore, comportando uno svantaggio specialmente per coloro che hanno avuto una carriera lavorativa discontinua e hanno percepito stipendi non particolarmente elevati.

Pensione: quando si applica il metodo retributivo e quando il contributivo

Prima di andare avanti e vedere qual è la differenza tra metodo retributivo e contributivo per il calcolo della pensione è bene fare chiarezza su quando si applica l’uno o l’altro sistema.

Per coloro che hanno un’anzianità contributiva precedente al 1996 e una successiva si applica il sistema misto. Nel dettaglio:

  • per coloro che alla data del 31 dicembre 1995 hanno maturato almeno 18 anni di contributi si applica il sistema retributivo per i contributivi accreditati entro il 31 dicembre 2011, il contributivo per quelli riferiti al periodo successivo;
  • per coloro che alla data del 31 dicembre 1995 hanno maturato un’anzianità contributiva ma inferiore ai 18 anni si applica il sistema retributivo per il periodo contributivo antecedente alla suddetta data, il contributivo per quello successivo;

Per coloro che invece non hanno un’anzianità contributiva antecedente al 31 dicembre 1995 si applica interamente il sistema contributivo.

Fatta chiarezza su questo aspetto possiamo vedere quali sono le differenze tra questi due sistemi andando ad approfondire il loro funzionamento.

Differenza tra metodo retributivo e metodo contributivo

La differenza di base tra i due sistemi è che nel sistema retributivo la pensione viene calcolata, in misura percentuale, in rapporto alla media delle retribuzioni percepite durante gli ultimi anni di lavoro.

Nel sistema contributivo pensionistico introdotto nel 1995 dalla riforma Dini, invece, il calcolo viene fatto basandosi esclusivamente sull’ammontare totale dei contributi versati nell’arco dell’attività lavorativa.

Questo nuovo metodo di calcolo è meno vantaggioso per il lavoratore ma è più conveniente per lo Stato. È stato proprio per garantire la sostenibilità del sistema pensionistico nel lungo termine, infatti, che questo è stato introdotto visto che una serie di fattori – quali ad esempio l’invecchiamento della popolazione e la crisi del mercato del lavoro – stavano mettendo a rischio la stabilità dell’intero sistema previdenziale italiano.

Calcolo pensione metodo retributivo

Il calcolo della pensione attraverso il metodo retributivo si basa su tre elementi: l’anzianità contributiva, la retribuzione o il reddito pensionabile, l’aliquota di rendimento. La prestazione finale risulta quindi essere una somma di diverse quote, ciascuna relativa ad un periodo di anzianità diversa.

Nel dettaglio, per il calcolo della pensione con il metodo contributivo bisogna prendere in considerazione tre diversi elementi:

  • retribuzione annua pensionabile: reddito medio degli ultimi anni di lavoro (10 per i lavoratori dipendenti) antecedenti alla data del pensionamento;
  • anzianità contributiva: ossia dagli anni di versamento dei contributi;
  • aliquota di rendimento: la percentuale utilizzata per calcolare la pensione sulla base della retribuzione annua pensionabile.

Nel dettaglio, per calcolare la pensione annua bisogna moltiplicare queste tre voci tra di loro. Prendiamo come esempio un lavoratore con retribuzione annua pensionabile pari a 30.000€ – per il quale quindi si applica un’aliquota di rendimento del 2% – che ha maturato 30 anni di contributi; questo avrebbe diritto al 60% della retribuzione annua pensionabile, ossia ad una pensione annua di 18.000€.

Per maggiori informazioni in merito ecco una guida interamente dedicata al calcolo della pensione con sistema retributivo.

Come si calcola la pensione con il metodo contributivo?

Il calcolo della pensione attraverso il metodo contributivo tiene invece in considerazione più elementi.

La base di partenza è la retribuzione annua e/o i redditi conseguiti; è poi necessario calcolare ogni anno i contributi versati, determinare il montante individuale e a questo applicare il coefficiente di trasformazione, variabile in relazione all’età del soggetto al momento della pensione.

Riassumendo, per il calcolo contributivo gli elementi da tenere in considerazione sono:

  • retribuzione pensionabile annua;
  • aliquota di computo: ossia la percentuale della retribuzione pensionabile che ogni anno si accantona come contribuzione ai fini previdenziali. Ad esempio, per i lavoratori dipendenti è del 33% sulla retribuzione imponibile;
  • tasso di rendimento: il tasso di rivalutazione annuo dei contributi versati;
  • montante pensionistico: la somma di tutti gli accantonamenti annuali dei contributi rivalutati;
  • coefficienti di trasformazione: le aliquote percentuali con le quali il montante pensionistico si trasforma in pensione.

In questo caso l’importo della pensione si ottiene moltiplicando retribuzione pensionabile annua per l’aliquota di computo e per il tasso di rendimento, così da ottenere il montante contributivo. Questo, a sua volta, va moltiplicato per il coefficiente di trasformazione, variabile a seconda dell’età del lavoratore al momento dell’accesso alla pensione.

Per maggiori approfondimenti, consigliamo la lettura della nostra guida dedicata al calcolo della pensione con sistema contributivo.

Il Direttore Rete di Veneto Eccellenze