Pensione a 64 anni: un’opportunità per pochi lavoratori, i sindacati chiedono novità

21 Ott, 2019

Pensione a 64 anni: un’opportunità per pochi lavoratori, i sindacati chiedono novità

Pensione anticipata contributiva: si punta alla cancellazione del requisito economico così da dare a tutti la possibilità di anticipare l’accesso alla pensione all’età di 64 anni

Tra le varie proposte per la riforma delle pensioni presentate in questi giorni figura anche quella che punta a rendere più accessibile il ricorso alla pensione anticipata di tipo contributivo, un’opzione oggi riservata a pochi lavoratori.

Nel dettaglio, i sindacati – a cui si è unito anche il senatore dem Tommaso Nannicini – chiedono di eliminare il requisito economico previsto per l’accesso a questa misura: una novità molto importante, specialmente per coloro che andranno in pensione tra qualche anno, poiché in questo modo potrebbero contare su un’opzione di maggior flessibilità.

Perché se è vero che per coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1996 (e quindi rientrano interamente nel calcolo contributivo) c’è il rischio concreto di andare in pensione dopo i 71 anni, con la cancellazione del requisito economico ci sarebbe l’opportunità di anticipare questo momento di qualche anno. Con la pensione anticipata contributiva, infatti, si può smettere di lavorare all’età 64 anni (e con un minimo di 20 anni di contributi).

Ma per quale motivo oggi è così complicato ricorrere a questa misura? Come anticipato la causa è da imputare al requisito economico che limita a pochi fortunati la possibilità di anticipare la pensione a 64 anni.

Pensione anticipata a 64 anni: perché è un’opportunità per pochi

Come anticipato, la pensione anticipata ha un’opzione contributiva, riservata appunto a coloro che hanno maturato contributi esclusivamente dopo il 1° gennaio 1996.

Questa misura permette di andare in pensione all’età di 64 anni e con 20 anni di contributi; non sono però gli unici due requisiti da soddisfare in quanto se ne aggiunge un altro di tipo economico. Nel dettaglio, per ricorrere alla pensione anticipata contributiva è necessario che la pensione maturata fino a quel momento abbia un importo superiore a 2,8 volte l’importo mensile dell’assegno sociale.

Nel 2019 l’importo dell’assegno sociale è di 458,00€ (questo viene rivalutato ogni anno) quindi è necessario che la pensione maturata sia almeno pari a 1.282,40€. Se consideriamo che la pensione è calcolata interamente con il metodo contributivo, e quindi tenendo conto esclusivamente dei contributi maturati dal lavoratore, è ovvio che questo requisito limita l’accesso alla pensione anticipata a coloro che hanno avuto una carriera senza interruzioni e caratterizzata da una retribuzione medio-alta.

Basta questo per capire qual è il motivo per cui l’accesso alla pensione anticipata contributiva è un’opportunità per pochi: viste le difficoltà del mercato del lavoro in questi ultimi anni, che hanno portato molti lavoratori ad avere carriere discontinue e non pagate adeguatamente, maturare una pensione vicina ai 1.300€ non è affatto cosa semplice.

Pensione anticipata contributiva: richiesta di eliminare il vincolo economico

Visto quanto appena detto, i sindacati chiedono di eliminare questo vincolo – così come quello previsto per l’accesso alla pensione di vecchiaia da parte di coloro che rientrano nel calcolo contributivo – in modo da dare più flessibilità in uscita ai lavoratori.

Della stessa idea il senatore Tommaso Nannicini, il quale ha presentato proprio una proposta di questo tipo alla Commissione lavoro e previdenza sociale; una novità che avrebbe dei costi contenuti per le casse pubbliche, visto il ricorso al calcolo contributivo dell’assegno.

Il Direttore Generale Rete di Associazioni Veneto Eccellenze