La trincea dei licenziamenti

3 Nov, 2020

La trincea dei licenziamenti

Il divieto di licenziare deve cadere o no?

Giuseppe Conte ha convocato i sindacati per mercoledì 28 ottobre, dopo che il primo incontro con il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e quella del Lavoro Nunzia Catalfo si è concluso con un nulla di fatto.

Il governo propone di prorogare il blocco dei licenziamenti fino al 31 gennaio, quando scade lo stato d’emergenza. I sindacati non vogliono sentire ragioni e chiedono di allungarlo anche per le 18 settimane di cig aggiuntive, e cioè fino a marzo.

«Siamo pronti allo sciopero», ripete Landini.

Parti distanti dalla Uilm è arrivata pure la proposta di una proroga del blocco per tre anni in cambio del rinvio per lo stesso periodo del rinnovo dei contratti coi relativi aumenti retributivi. Confindustria, che vorrebbe eliminare il “tappo” quanto prima, ha risposto che le imprese preferiscono pagarsi la cassa da sole pur di non avere più le mani legate.

Sfida a Cinque Stelle e l’interlocutore privilegiato degli industriali sembra essere il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli. Il blocco è «insostenibile», ha detto. Sul fronte opposto la ministra Catalfo, molto più incline ad assecondare le richieste dei sindacati. Al Festival del Lavoro, la Ministra ha detto che «si sta valutando» di agganciare il divieto di licenziare alla proroga della cassa.

Tassa sui tagli tra le ipotesi di mediazione, oltre al divieto per i licenziamenti collettivi, si è ipotizzato un contributo aggiuntivo a carico delle imprese che decidono di tagliare, che servirà ad alimentare un fondo per le politiche attive. Un’idea che Confindustria ha già rispedito al mittente. E che non è piaciuta nemmeno all’opposizione.

Il tappo l’Italia è l’unico Paese europeo ad aver attuato questa misura. Nel 2019, ogni trimestre ci sono stati tra i 100mila e i 140mila licenziamenti per motivi economici di persone con contratti a tempo indeterminato. Secondo i dati dell’Inps, nel quadrimestre marzo-giugno il blocco ha portato a un calo dei licenziamenti del 44% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Quelli economici sono scesi del 72% nel secondo trimestre.

La proposta Pietro Ichino su Lavoce.info scrive che anziché congelare le eccedenze di forza-lavoro, andrebbe sostenuta la transizione dalle aziende in crisi a quelle che cercano manodopera e non la trovano. Che sono più di quante si pensi.

Il Direttore Rete di Veneto Eccellenze