Flat tax e addizionali, gioco di contrappesi: rischio aumenti nel 2019

7 Gen, 2019

Flat tax e addizionali, gioco di contrappesi: rischio aumenti nel 2019

Addizionali e flat tax: gioco di contrappesi nella Legge di Bilancio con il rischio di aumenti di imposte e tasse locali nel 2019. Il motivo è l’estensione del regime forfettario, con circa 180 milioni di gettito in meno stimati.

7 GENNAIO 2019

Flat tax e addizionali: gioco di contrappesi nella Legge di Bilancio 2019, con il rischio di aumento di imposte e tasse locali.

Potrebbero crescere le aliquote Irpef comunali e regionali per arginare la perdita di gettito, che deriva dall’estensione del regime forfettario. Ammonterebbe a circa 180 milioni di euro il calo di entrate per comuni e regioni nel 2020, 59 milioni di euro per l’addizionale Irpef comunale e 119,5 per quella regionale.

Sulle imposte addizionali la Manovra cerca di bilanciare accontentando una parte di cittadini e aggravando il peso del fisco su un’altra. Possibili aumenti anche per Imu e Tasi, per cui non è stato confermato il blocco delle aliquoteche, negli ultimi anni, ha impedito ai comuni di prevedere delle variazioni.

Flat tax e addizionali: gioco di contrappesi nella Legge di Bilancio

Come stabilito dalla Legge di Bilancio, il regime forfettario è stato esteso fino a 65.000 mila euro di ricavi, ampliando la platea di imprenditori, artisti e professionisti che vi possono rientrare. Prima l’importo massimo per aderire a questo regime andava dai 25.000 ai 50.000 in base all’attività svolta.

Inoltre sono stati eliminati gli ulteriori requisiti di accesso che riguardavano il costo del personale e quello dei beni strumentali. Rientrare nel regime forfettario vuol dire avere la possibilità di versare a un’imposta sostitutiva, dell’Irpef e relative addizionali regionale e comunale nonché dell’Irap, con un’aliquota del 15 per cento.

Ma il fisco è una coperta corta, e se cresce il numero di persone che possono accedere a questo tipo di regime, si restringono le entrare nelle casse dei comuni e delle regioni. Una perdita che, in qualche modo, deve essere arginata.

Il metodo per farlo è aumentare le aliquote delle addizionali e infatti il 2019 porterà delle novità su questo fronte:

  • Irpef comunale: i comuni possono aumentare l’aliquota fino allo 0,8%. Resta a loro il compito e la volontà di rimodulare anche i termini dell’applicazione, stabilendo anche le soglie di esenzione e le singole aliquote in caso di scaglioni.
  • Irpef regionale: le regioni possono aumentare l’aliquota base, 1,23%, fino a un’aliquota massima del 3,33%.

Il momento della verità in merito a potenziali aumenti sarà il 28 febbraio, termine entro il quale i comuni devono approvare le aliquote e le tariffe insieme al loro bilancio.

Legge di Bilancio e tasse locali: possibile aumentano Imu e Tasi

Altre possibili sorprese negative potrebbero arrivare per ciò che riguarda Imu e Tasi. La Legge di Bilancio 2019 elimina il blocco delle aliquote che ha impedito ai comuni, dal 2016, di imporre degli aumenti.

Dal 2019, dunque, gli enti locali possono prevedere delle variazioni rispettando, però, la soglia massima consentita: la somma delle aliquote della Tasi e dell’Imu per ciascuna tipologia di immobile non deve essere superiore all’aliquota massima consentita dalla legge statale per l’Imu al 31 dicembre 2013, vale a dire il 6‰ per l’abitazione principale classificata nelle categorie catastali di lusso e il 10,6‰ per gli altri immobili.

Ma va fatta un’ulteriore precisazione: se la Legge di Bilancio non ha confermato il blocco delle aliquote, ha però prorogato la maggiorazione Tasi per i comuni che l’hanno applicata dal 2015.

Si tratta di un ulteriore margine di manovrabilità dello 0,8‰ utilizzato dal comune per aumentare il limite della somma dell’Imu e della Tasi (fino al 6,8‰ per l’abitazione principale A/1, A/8 e A/9 e all’11,4‰ per gli altri immobili) oppure per aumentare il limite massimo dell’aliquota della Tasi.

Per quanto riguarda la Tari, invece, viene prorogata la deroga ai coefficienti di produzione dei rifiuti dei limiti dl 50% dei valori minimi o massimi previsti dal DPR numero 158 del 1999.

Nella Legge di Bilancio il fisco è un gioco di contrappesi e per i cittadini che devono decifrare il rebus delle imposte comunali e regionali sicuramente non ci saranno buone sorprese.

Il Direttore Generale di Veneto Eccellenze