Dichiarazioni al rush finale, per gli intermediari la chance conservazione elettronica

31 Ott, 2018

Dichiarazioni al rush finale, per gli intermediari la chance conservazione elettronica

Oggi 31 ottobre 2018, é la data di “prima convocazione” per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi, se consideriamo anche la data del 29 gennaio 2019 quale “seconda convocazione”, essendo in scadenza la dichiarazione tardiva con una sanzione minima per sanare l’omissione. Per molti dei contribuenti e intermediari, che quest’anno hanno potuto beneficiare di un mese in più per l’invio dei modelli Redditi, è già tempo di pensare a cosa occorre fare nell’immediato post invio, ossia firmare e conservare.

Due adempimenti fortemente collegati tra loro di non scarso valore, considerando che la mancata sottoscrizione potrebbe comportare la nullità della dichiarazione.

Redazione e sottoscrizione delle dichiarazioni fiscali sono regolate dal Dpr 322/1998 il quale all’articolo 3 commi 9 e 9-bis prevede che nel caso di presentazione telematica della dichiarazione, per l’intera durata del termine per l’accertamento, deve essere conservata:

  • la dichiarazione debitamente sottoscritta, da parte dei contribuenti;
  • la copia delle dichiarazioni trasmesse, anche su supporti informatici, da parte dei soggetti incaricati della trasmissione delle dichiarazioni.

Quindi, le disposizioni relative alla sottoscrizione della dichiarazione si applicano con riferimento alla dichiarazione che il contribuente è tenuto a conservare. 

Prendendo atto della possibilità di archiviazione elettronica delle dichiarazioni fiscali in quanto trattasi comunque di documenti rilevanti ai fini tributari, per gli intermediari sarà necessario che il loro (eventuale) archivio informatico relativo alle dichiarazioni trasmesse per i propri clienti, risponda ai requisiti fissati dal Dm 17 giugno 2014.

Le dichiarazioni sono soggette all’obbligo di conservazione da parte sia del contribuente che dell’intermediario abilitato che ha effettuato l’invio telematico all’agenzia delle Entrate: resta salva la possibilità per il contribuente di avvalersi della dematerializzazione della documentazione da conservare, seguendo le medesime regole previste per la generalità dei documenti analogici originali non unici.

L’intermediario, invece, è obbligato alla conservazione della copia delle dichiarazioni trasmesse, e può optare direttamente per una conservazione su supporto informatico. In tale caso, dovrà attrezzare il proprio sistema informatico per effettuare il processo di formazione elettronica e conservazione sostitutiva degli stessi e la loro eventuale esibizione su richiesta degli organi di controllo. 

L’agenzia delle Entrate con le risoluzioni 298/E/2007 e 354/E/2008 ha fornito dei chiarimenti, in risposta a istanze di interpello circa la necessità o meno della presenza della firma del contribuente sulla dichiarazione in caso di conservazione digitale le uniche condizioni sono che: 

  • la singola dichiarazione fiscale “digitale” deve rispondere ai requisiti al Dm 17 giugno 2014, essere debitamente firmata digitalmente e avere una marca temporale; 
  • la dichiarazione conservata digitalmente sia riproducibile in qualsiasi momento su modello conforme e presentabile a richiesta degli uffici finanziari.

Inoltre, qualora i professionisti, come tutti gli incaricati della trasmissione telematica delle dichiarazioni, optassero per la conservazione su supporto informatico delle copie dei documenti trasmessi all’amministrazione finanziaria, possono evitare la sottoscrizione del contribuente su una copia cartacea del modello di dichiarazione. Infatti, mentre le copie conservate dai contribuenti e dai sostituti d’imposta devono obbligatoriamente riprodurre la sottoscrizione delle dichiarazioni, quelle custodite in formato elettronico dagli intermediari incaricati della trasmissione possono anche esserne prive.

Il Direttore Generale Rete Veneto Eccellenze