Approfondimento dedicato alla sicurezza negli ambienti di lavoro

20 Nov, 2018

Approfondimento dedicato alla sicurezza negli ambienti di lavoro

Pubblichiamo due approfondimenti che illustrano il corretto approccio alla sicurezza nei lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati nei cantieri temporanei o mobili.

Attraverso una serie di esempi concreti, il documento individua e illustra il corretto approccio per la sicurezza in ambienti sospetti di inquinamento o confinati. Tale approccio si articola nei seguenti punti:

  • Limitare o ancor meglio evitare di lavorare dentro gli spazi confinati, grazie a modifiche progettuali, operative, organizzative e di scelte di materiali
  • Effettuare una corretta valutazione del rischio. In particolare il monitoraggio preventivo dell’esplosività, la presenza di ossigeno e l’eventuale concentrazione di sostanze chimiche (es. Monossido di carbonio, idrogeno solforato, ammoniaca, fumi di saldatura)
  • Definizione procedura operativa con particolare riferimento alla squadra, alla formazione dei lavoratori, alle attrezzature ed ai DPI necessari
  • Definizione procedura di emergenza
  • Tra le misure di prevenzione che vengono sempre suggerite ma scarsamente messe in pratica vi è l’obbligo di valutare se sia possibile o meno evitare di far entrare il lavoratore nello spazio confinato
  • Il Lgs 81/08, art.15, comma 1, lettera c), individua tra le misure obbligatorie di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori “l’eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, la loro riduzione al minimo in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico”.
  • Anche l’INAIL, in più di un documento, raccomanda di verificare se i lavori all’interno di spazi confinati possano essere svolti operando dall’esterno, utilizzando dispositivi teleguidati e tenendo comunque conto dello stato dell’arte e dello sviluppo tecnologico.

L’approccio alla sicurezza negli spazi confinati

Il CPT di Milano pubblica un documento che illustra il corretto approccio alla sicurezza nei lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati nei cantieri temporanei o mobili.

Il documento individua le diverse definizioni di spazi confinati tratte dalla normativa di riferimento. 

Nel D.Lgs 81/08 si trovano le seguenti indiciazioni riguardanti la definizione di ambiente confinato:

  • Titolo II – Art. 66: Pozzi neri, fogne, camini, fosse, gallerie e in generale in ambienti e recipienti, condutture, caldaie e simili, ove sia possibile il rilascio di gas deleteri
  • Titolo IV (cantieri) – Art. 121: Pozzi, fogne, cunicoli, camini e fosse in genere con presenza di gas o vapori tossici, asfissianti, infiammabili o esplosivi, specie in rapporto alla natura geologica del terreno o alla vicinanza di fabbriche, depositi, raffinerie, stazioni di compressione e di decompressione, metanodotti e condutture di gas, che possono dar luogo ad infiltrazione di sostanze pericolose.
  • Allegato IV – Punto 3: Vasche, canalizzazioni, tubazioni, serbatoi, recipienti, silos

Per la Linea Guida ISPESL, per ambiente confinato si intende uno spazio circoscritto, caratterizzato da limitate aperture di accesso e da una ventilazione naturale sfavorevole, in cui può verificarsi un evento incidentale importante, che può portare ad un infortunio grave o mortale, in presenza di agenti chimici pericolosi (ad esempio, gas, vapori, polveri).

Fra gli ambienti sospetti di inquinamento o confinati si possono citare: serbatoi di stoccaggio, silos, recipienti di reazione, fogne, fosse biologiche, camere con aperture in alto, vasche, depuratori, camere di combustione nelle fornaci e simili, canalizzazioni varie, camere non ventilate o scarsamente ventilate.

Secondo lo Standard OSHA, un ambiente può definirsi ambiente confinato se presenta le seguenti 3 caratteristiche:

  • abbastanza grande e configurato cosicché un dipendente possa accedervi interamente ed eseguire il lavoro assegnato;
  • limitata o ristretta apertura per l’accesso o l’uscita;
  • non progettato per un’attività lavorativa continua

e se all’interno di esso si verifica una delle seguenti condizioni:

  • rischio anche potenziale di atmosfera pericolosa
  • rischio di seppellimento
  • rischio di intrappolamento
  • rischio grave di altro tipo

Il documento elenca poi i principali pericoli in ambienti sospetti di inquinamento o confinati:

  • asfissia (carenza di ossigeno)
  • presenza di gas o agenti biologici
  • incendio ed esplosione
  • caduta dall’alto

Infine, attraverso una serie di esempi concreti, il documento individua e illustra il corretto approccio per la sicurezza in ambienti sospetti di inquinamento o confinati. Tale approccio si articola nei seguenti punti:

  • Limitare o ancor meglio evitare di lavorare dentro gli spazi confinati, grazie a modifiche progettuali, operative, organizzative e di scelte di materiali
  • Effettuare una corretta valutazione del rischio. In particolare il monitoraggio preventivo dell’esplosività, la presenza di ossigeno e l’eventuale concentrazione di sostanze chimiche (es. Monossido di carbonio, idrogeno solforato, ammoniaca, fumi di saldatura)
  • Definizione procedura operativa con particolare riferimento alla squadra, alla formazione dei lavoratori, alle attrezzature ed ai DPI necessari
  • Definizione procedura di emergenza

 

Spazi confinati: cultura della prevenzione e soluzioni tecniche

Il problema della sicurezza nei lavori in spazi confinati o sospetti di inquinamento riguarda molti settori lavorativi e molte tipologie di industrie. 

rischi di infortunio mortale in questa tipologia di lavori riguardano sia gli impianti più complessi sia quelli per il semplice stoccaggio in serbatoi. Le principali attività coinvolte sono:

  • attività di ispezione
  • attività di bonifica
  • attività di sanificazione
  • attività di manutenzione

Tra le misure di prevenzione che vengono sempre suggerite ma scarsamente messe in pratica vi è l’obbligo di valutare se sia possibile o meno evitare di far entrare il lavoratore nello spazio confinato

Giova ricordare che il D.Lgs 81/08, art.15, comma 1, lettera c), individua tra le misure obbligatorie di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori “l’eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, la loro riduzione al minimo in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico”.

Il concetto viene ribadito nel DPR 177/2011 il quale, nel definire le linee generali di una vera e propria strategia di contrasto agli infortuni relativi alle attività in ambienti confinati, indica al primo posto la necessità di valutare le soluzioni che consentano di evitare l’ingresso del lavoratore negli ambienti confinati e di eseguire i lavori dall’esterno.

Anche l’INAIL, in più di un documento, raccomanda di verificare se i lavori all’interno di spazi confinati possano essere svolti operando dall’esterno, utilizzando dispositivi teleguidati e tenendo comunque conto dello stato dell’arte e dello sviluppo tecnologico.

Al fine di orientare i committenti e le imprese sulle diverse soluzioni tecnologiche e i numerosi strumenti che consentono loro di rispettare questo obbligo, lo Studio Marco Bizzotto presenta una serie di approfondimenti mirati – organizzati in schede – riguardanti sistemi fotograficisistemi video e sistemi automatizzati o robotizzati capaci di sostituire l’uomo nelle attività di ispezione, manutenzione, bonifica e sanificazione in ambienti confinati o sospetti di inquinamento.

Il Direttore Rete Veneto Eccellenze