Antiriciclaggio e coronavirus: i professionisti chiamati a maggior impegno

8 Mag, 2020

Antiriciclaggio e coronavirus: i professionisti chiamati a maggior impegno

Con un documento del 10 aprile 2020 la Banca d’Italia interviene con alcune raccomandazioni in merito alle misure di sostegno economico disposte dal Governo.

In primo luogo viene raccomandato alle banche ed agli intermediari finanziari di intensificare gli sforzi per ridurre al minimo ed agevolare l’utenza ad accedere alle misure di sostegno previste dai Decreti Legge “Cura Italia” e “Liquidità”, in particolare evitando gli spostamenti dei clienti, incompatibile con le misure restrittive in vigore; dovranno inoltre fornire informazioni chiare ed omogenee al fine di garantirne uniformità di applicazione; i quesiti da parte della clientela dovranno essere soddisfatti tempestivamente ed in maniera esaustiva.

In particolare per quanto riguarda l’assistenza via web dovranno predisporre all’interno del proprio sito una sezione dedicata all’accesso delle misure del Governo, in maniera chiara e facilmente consultabile, con accesso dalla home page e collegamento in posizione di immediata visibilità; nella sezione dovranno essere presenti le FAQ con rinvio anche alle FAQ del MEF.

In ciascuna sottosezione dovrà essere presente l’elenco della documentazione necessaria per la presentazione della domanda.

La Banca d’Italia raccomanda inoltre, per quanto riguarda ii finanziamenti alle imprese garantiti dallo Stato, che dovranno essere osservati i profili di rischio e di adeguata verifica della clientela previsti dall’attuale normativa in materia di antiriciclaggio.

L’ Unità di Informazione Finanziaria (UIF) ha diramato il 16 aprile 2020 una nota dal titolo “Prevenzione di fenomeni di criminalità finanziaria connessi con l’emergenza da Covid-19”.

Nel documento si sottolinea come dall’emergenza sanitaria possano scaturire fenomeni di truffe, di corruzione, di manovre speculative, di usura e di acquisizione diretta o indiretta di aziende; gli interventi pubblici dovrebbero sostenere persone ed imprese in difficoltà, prevenendo effetti distorsivi.

Ciò richiede un impegno ancora più particolare da parte dei professionisti e degli intermediari finanziari tenuti a segnalare alla UIF eventuali operazioni sospette (fatta salva la segnalazione all’Ordine qualora questo abbia realizzato un proprio sistema, com’è appunto nel caso di iscritti all’ODCEC).

Vengono quindi indicati alcuni aspetti sui quali i professionisti e gli intermediari finanziari dovranno rivolgere particolare attenzione:

  • Vengono offerti prodotti-apparecchiature sanitarie/parasanitarie (DPI) non esistenti, contraffatti o di qualità inferiore agli standard; particolare attenzione da prestarsi nei confronti di soggetti che ante emergenza sanitaria non avevano alcuna esperienza in merito, nonché manovre speculative sui prodotti medesimi
  • Proposte di sottoscrizione/vendita di titoli di aziende impegnate nella ricerca scientifica o nella produzione di prodotti di cui al punto precedente
  • Vengono sottolineate le ipotesi di corruzione nell’affidamento di forniture, suggerendo di approfondire eventuali coinvolgimenti di PEP (Persone Politicamente Esposte)
  • Il verificare meccanismi fraudolenti di raccolte fondi
  • La sospensione delle attività e la conseguente situazione di necessità finanziaria rappresentano l’occasione per la criminalità organizzata di acquisire partecipazioni aziendali e societarie, da valutarsi quindi gli anomali trasferimenti di partecipazioni, le garanzie rilasciate o ricevute, l’alienazione di beni aziendali a condizioni inferiori a quelle di mercato

In particolare i professionisti dovranno valutare l’operatività delle imprese clienti che si trovano in condizioni di difficoltà finanziarie, al fine di intercettare ipotesi di abusi delle possibilità offerte dalla disposizioni finalizzate ad agevolarne la continuità: l’intervento pubblico è finalizzato sostenere le attività produttive dove il bisogno è effettivo.

Il paragrafo 4 del documento UIF tratta invece delle attività a distanza, sottolineando nuovamente il rischio di truffe on line, l’utilizzo del sistema di compravendita di beni inesistenti od a prezzi sproporzionati, strumenti questi che vengono utilizzati nello spaccio di sostanze stupefacenti; vengono sottolineati i fenomeni di pishing, CEO Frauds(attacchi alla posta elettronica aziendale) o attacchi di ransomware (virus che rende inaccessibile i dati del computer e per il ripristino viene richiesto il pagamento di un riscatto).

Il documento indica che nel medesimo vengono fornite esemplificazioni, raccomandando di valutare anche ulteriori comportamenti e caratteristiche che possano rappresentare rischi di infiltrazione criminale.

Argomenti ripreso da Banca d’Italia indicazioni del 10 aprile e 16 aprile.

Il Direttore Generale Rete di Veneto Eccellenze