Airbnb, regole più severe per i proprietari. Multe fino a 100.000 euro

1 Ott, 2018

Airbnb, regole più severe per i proprietari. Multe fino a 100.000 euro

Nuove regole per i proprietari che affittano case tramite la piattaforma Airbnb. Ad annunciare novità è il Ministero del Turismo Centinaio, che promette sanzioni fino a 100.000 euro per gli abusivi.

Chi affitta tramite Airbnb potrebbe presto dover fare i conti con regole più severe. Ad annunciare le novità è stato il Ministro del Turismo Gian Marco Centinaio.

L’obiettivo è quello di regolarizzare il settore degli affitti di case vacanze tramite piattaforme online, mossa che già il precedente Governo aveva provato introducendo la cosiddetta “tassa Airbnb”.

Gli incassi prodotti dalla norma per la tassazione degli affitti turistici stipulati per il tramite di intermediari (anche piattaforme online) non hanno soddisfatto le aspettative.

È per questo che per i proprietari di case date in affitto tramite Airbnb si prospetta l’arrivo di regole ferree con sanzioni per gli abusivi che potranno arrivare fino a 100.000 euro.

Affittare casa tramite Airbnb è diventato ormai un vero e proprio business per i proprietari di immobili in località turistiche. A fronte di un mercato ormai in piena ascesa mancano regole uniformi per i gestori di portali online ed è quanto mai necessaria una normativa ad hoc.

L’obiettivo che il Ministro del Turismo Centinaio ha ribadito in una recente intervista rilasciata al Sole24Ore è di far pagare le tasse a tutti, contribuendo alla lotta all’abusivismo e all’illegalità sugli affitti turistici.

Sono due le novità che potrebbero presto vedere la luce: la prima è l’introduzione di un codice identificativo a ciascuna struttura ricettiva (quindi anche alle case) che consentirà di affittare anche online tramite portali come Airbnb.

In ciascun annuncio pubblicato online bisognerà indicare il proprio Cir, codice identificativo, il quale in sostanza comunica che il proprietario della casa affittata ha rispettato tutti gli obblighi previsti dalla legge.

Non avere il codice identificativo, che consentirebbe di mappare e tracciare gli immobili utilizzati a fini turistici, significherà essere un abusivo e il rischio è di dover pagare sanzioni salate ispirate al modello Inglese.

È questa la seconda novità: il Ministro Centinaio ha dichiarato di ispirarsi alla normativa dell’Inghilterra in merito alla tassazione dei redditi derivanti dagli affitti turistici e la multa applicata in caso di abusivismo potrà arrivare fino a 100.000 euro.

Una legge per far pagare le tasse anche a chi affitta tramite Airbnb (e in genere per le locazioni brevi) già esiste ed è stata introdotta con il DL 50/2017.

Il gestore della piattaforma online (o l’intermediario) applica all’importo da versare al proprietario della casa affittata una ritenuta a titolo di imposta pari al 21% (aliquota cedolare secca), decurtando direttamente l’importo, che sarà poi versato dall’intermediario all’Erario.

Nella guida dell’Agenzia delle Entrate viene chiarito in uno schema esemplificativo quali sono le regole su scelta e applicazione del regime fiscale della cedolare secca sulle locazioni brevi:

L’introduzione dell’obbligo di applicare la ritenuta a titolo d’imposta sulla somma erogata avrebbe consentito di tassare anche i redditi relativi alle case affittate tramite Airbnb.

I dati tuttavia mostrano come la norma sia stata tutt’altro che applicata e rispettata: a fronte di entrate stimate in 83 milioni di euro, quelle effettive sono state poco più di 19 milioni. Numeri che hanno fatto parlare di un vero e proprio flop della tassa Airbnb, per la quale il nuovo Governo ha annunciato l’arrivo di importanti novità.

Il Direttore Rete Veneto Eccellenze